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«"Ecco... il raccolto è scarso, quest'anno, e anche i contadini sono parecchio in difficoltà..."
"Come pensi di poter riscuotere i tributi? Ti fai prendere dai sentimenti? Credi che quelli muoiano? Riusciranno a vivere anche solo mangiando erba e paura..."»
Akame - The Red Eyes

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akame
akameAkame (赤目) è un racconto breve suddiviso in due parti realizzate da Shirato tra il giugno 1961 e il dicembre dello stesso anno, e pubblicate in Giappone dalla Shogakukan nel 1998. Partendo dallo spunto offerto da alcune cronache relative alle rivolte dei contadini (tema già caro al maestro), la storia elabora una vicenda che, per quanto sintetica, risulta davvero emblematica per quello che è lo stile e il punto di vista di Shirato. Akame non è un manga politicizzato come Ninja Bugeicho, non contiene una critica sociale complessa e approfondita come quella offerta da Kamui, non mostra nemmeno quella dose di mirabolanti diavolerie ninja che sono invece consuete in Sasuke e Watari, ma riassume ugualmente questi tratti peculiari della produzione di Shirato all'interno di una vicenda originale. L'opera, insomma, non copre un vasto arco narrativo, gli eventi di cui narra sono relativamente pochi e concentrati attorno ad un nucleo facilmente identificabile (la vendetta), ma nonostante questo essa non ha nulla di banale, nulla di scontato o di semplicistico, nulla che possa far rimpiangere la profondità degli altri titoli più conosciuti. Shirato è riuscito a concentrare in un'unica storia quella che può essere considerata la summa delle sue fatiche maggiori, la sua poetica: alle spalle del contadino Matsuzo fanno capolino Kagemaru e Kamui, sullo sfondo delle angherie subite dai contadini si intravedono le orme di Ozaru e Sasuke, ma Akame resta la vicenda di Matsuzo e di quei contadini che davvero, nel passato della storia giapponese, hanno subito e hanno reagito.
L'architettura della trama, nonostante la brevità e la linearità sobria che la contraddistinguono, è quasi sconvolgente nella sua meticolosa e quasi diabolica reale complessità, al punto da mettermi in seria difficoltà nel tentativo di riassumerla in poche parole. Come ho già accennato, il racconto narra di una vendetta, quella di Matsuzo ai danni del perfido daimyo Nobuhira: il signorotto, che considerava i suoi contadini come semplici ammassi di carne e ossa a suo servizio, rapisce e uccide per divertimento Tae, la moglie incinta di Matsuzo, e riduce l'uomo in fin di vita. Il poveretto viene salvato da un clan di ninja, ai quali si unisce con l'intento di diventare abbastanza abile da poter vendicare la donna amata, ma non è così semplice: Matsuzo non è fatto per essere un ninja, non è quella la strada adatta a lui. Pur tuttavia, l'impunità di Nobuhira per lui rimane un'ingiustizia ossessionante: Matsuzo non può, non può continuare a vivere senza versare quel sangue che aveva versato quello innocente di Tae. Per questo, ostinato e tenace nonostante le menomazioni fisiche conseguenti all'addestramento da ninja, il contadino troverà un'altra strada per raggiungere il proprio obiettivo, una strada che finirà per incrociarsi a quella di altre vittime come lui, e che lo porterà a muovere le fila di un teatrino molto più grande del feudo di Nobuhira, molto più complesso della società giapponese del XVII secolo: le marionette di cui si servirà saranno nientemeno che la Natura e gli Dei.
Il materialismo sostanzialmente ateo di Shirato trova a questo punto ampio spazio per manifestarsi, dall'attenzione per i meccanismi attraverso i quali la natura mantiene il proprio equilibrio nel mondo alle considerazioni di quanto, in definitiva, la religione possa diventare uno strumento di controllo che fa leva sui bisogni e sulle paure più viscerali dell'uomo. È grazie alla fine conoscenza di queste realtà che Matsuzo, nei panni di un bonzo, riesce a far credere ai contadini vessati di essere vittime non tanto della bestialità feroce di un daimyo sanguinario, ma della maledizione dei 'venerabili akame', ossia dei conigli la cui carne veniva normalmente consumata dagli abitanti della zona. Aiutata da una serie di circostanze fortuite ora positive ora negative, l'akameismo prende piede: nessuno osa più ferire i venerabili akame, che aumentano spoporzionatamente di numero. Ma si sa che la natura, davanti a un simile squilibrio, reagisce per ripristinare la propria misura, e così assieme al numero dei conigli sale quello dei loro predatori naturali, le linci. E quando il numero delle linci diventa eccessivo ed esse cominciano ad attaccare anche gli esseri umani, sarà la stupida ottusità di Nobuhiro assieme alla sua convinzione insensata per cui per lui non arriverà mai la resa dei conti a decretarne la rovina.
I temi tirati in ballo sono dunque numerosi e notevoli, per un racconto che si sviluppa in sole 183 pagine: ingiustizie sociali, aberrazioni dell'animo umano, virulenza dei sentimenti, ossessioni, vendette, analisi storiche e psicologiche, precisazioni scientifiche, il tutto è condensato in una vicenda che scivola via con tutto il suo peso senza che il lettore se ne accorga, preso com'è da ciò che legge. Altro dettaglio tipico di Shirato è il suo continuo raccontare per uno scopo: la storia passata è maschera di quella presente e recente, e così più volte l'autore interviene con brevi commenti nei quali sottolinea - ma sempre discretamente, sempre umilmente, senza la pretesa di voler insegnare nulla, solo di voler sottoporre all'attenzione del lettore una questione su cui riflettere - quanto siano sconvolgenti certi ricorsi, quanto poco l'uomo nei secoli abbia dimostrato di essere cambiato.
A livello grafico, il manga è splendido: il ritmo narrativo si sposa perfettamente con quello visivo. Le vignette accompagnano la vicenda in modo estremamente dinamico, privo di pesantezze o fissità (anche grazie al sapiente uso del tratto, del bianco, del nero e dei retini), e con una carica di vivacità e vividezza che quasi sconvolge. È difficile, a volte, fermarsi e riflettere che ciò che si sta guardando non è davvero in movimento: Shirato sa bene come creare l'illusione del gesto, e anche in questo caso l'ha dimostrato ampiamente.
Degna di menzione è anche la qualità formale del volumetto: la grafica è accurata e ordinata, gradevolissima, e l'edizione è corredata da informazioni utili a inquadrare al meglio la vicenda narrata nel manga. Un ottimo acquisto, consigliatissimo.


Sampei Shirato - Unofficial Italian Fansite (c) Lan Awn Shee, luglio 2005 - novembre 2006. Tutte le immagini utilizzate per questo sito sono di Sampei Shirato, salvo diversa indicazione. I contenuti del sito non possono essere copiati altrove senza la mia esplicita autorizzazione. Brushes per il layout di Celestial Star.

 

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