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«Questa è una storia di guerra, del raggiungimento dell'obiettivo passo dopo passo. Questo è il motivo per cui esistiamo e per cui continuiamo a vivere.»
Ninja Bugeicho Kagemaru Den


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ninja bugeichoDifficile riuscire a reperire informazioni su questa manga, benchè sia stato uno dei grandi capolavori di Shirato. Difficile perchè in Italia non ne è mai uscita la versione cartacea. E, vista la scarsa conoscenza che si ha di Shirato e delle sue opere, per il pubblico italiano è come se questa serie non esistesse. Paradossalmente, però, Ninja Bugeicho Kagemaru Den (忍者武芸帳) è un'opera di enorme qualità sia dal punto di vista grafico che contenutistico, e la qualità fu tale che convinse il regista Nagisa Oshima a farne un film molto sperimentale.
Ricercando su Internet, è molto più facile reperire informazioni su questo film, piuttosto che sul manga: ma dal momento che la pellicola di Oshima riproduce visivamente le tavole di Shirato, parlare del film equivale a parlare del manga.
Ninja Bugeicho ("Il Manuale dell'arte marziale Ninja") racconta le vicende di un ventennio, dal 1560 al 1582 circa, ed è ambientato quindi nel sedicesimo secolo, epoca di grande turbolenza per il Giappone: mancava una autorità centrale, e questo significava che ogni singolo daimyo (signorotto locale) covava nel cuore il desiderio di espandere il proprio potere sui feudi meno potenti, e magari arrivare a mettere le mani un passo alla volta sull'intero Giappone. Scenario della vicenda è la provincia di Dewa, nel Giappone settentrionale: Yuki Mitsuharu, signore di Fushikage, viene ucciso a tradimento da uno dei suoi sottoposti, Sakagami Shuzen. Il figlio di Mitsuharu, di nome Jutaro, riesce a fuggire, e ritorna dopo qualche anno per vendicare la morte del padre. Sulla sua strada, però, si trova la resistenza della sorella di Shuzen, Hotarubi, che lo ferma. È a questo punto che entra in scena il protagonista della vicenda, Kagemaru: costui è un ninja che aiuta Jutaro a scappare e a salvare la vita.
Ma perchè Kagemaru dovrebbe interessarsi delle vicende di Jutaro? Il fatto è che, al tempo, il Giappone stava passando un periodo molto difficile dovuto ad una carestia, e Shuzen, in quanto signore del castello, aveva preteso dalla popolazione già in difficoltà il pagamento di tasse troppo alte. Il risultato era stato, ovviamente, la rivolta, e Kagemaru assieme ad un gruppo di ninja stava guidando la rivoluzione dei contadini. Avendo come obiettivo comune la caduta del castello di Fushikage, quindi, Kagemaru e Jutaro sono alleati. Il piano di Kagemaru di attaccare il castello riesce, e l'edificio viene dato alle fiamme. Jutaro sta quasi per uccidere finalmente Shuzen, ma di nuovo interviene Hotarubi a mettergli i bastoni tra le ruote. La donna riesce a scappare e a trovare col fratello rifugio presso Akechi Mitsuhide, un sottoposto di Nobunaga Oda. Oda era il signore di Owari, nel Giappone centrale, ed era una personalità estremamente potente. La rilevanza di Oda si sente anche nella storia di Shirato: il racconto, infatti, da questo punto in poi si sviluppa attorno ai movimenti di Nobunaga nell'estendere la sua leadership sulla nazione. Ed è proprio su questa strada che gli interessi di Oda si scontrano con quelli di Kagemaru: per Nobunaga, la maggiore spina nel fianco che ostacolava il suo progetto di potere erano le rivolte contadine. Kagemaru è il capo di una di esse. È chiaro che lo scontro diventa inevitabile.
Kagemaru si oppone costantemente a Oda, aiutato dal gruppo dei ninja di Kage, ma alla fine perde quasi tutti i suoi amici, viene ingannato e catturato dagli uomini di Nobunaga e, ovviamente, ucciso.
I personaggi chiamati in scena saranno moltissimi: ninja, samurai, contadini, commercianti, fuori casta e anche importanti personalità storiche; il risultato dei loro sforzi a favore di un partito o dell'altro, però, sarà notevole: la capacità del Giappone di emergere dal suo medioevo, anche se Shirato non nasconde la sua profonda disapprovazione per il sistema emergente, né la sua speranza per una soluzione migliore. Già da questo suo lavoro, dunque, l'orientamento ideologico di Shirato è più che chiaro, e anche quello fu uno dei motivi che decretarono il largo successo che il manga ebbe, soprattutto tra i giovani studenti, sensibili a questo tipo di idee, che in quegli anni stavano protestando contro la presenza militare americana in Giappone. Interessante è vedere come i ninja, nella sua opera, smettano le vesti di spietati assassini a sangue freddo, e diventino non solo personaggi dotati di una umanità di cui il lettore può partecipare, ma anche i simboli della resistenza al potere tirannico e alla crudeltà delle classi dominanti.

Il manga di Ninja Bugeicho viene serializzato in 17 volumetti da Shirato tra il 1959 e il 1962, e riscontra un enorme successo di pubblico, nonostante la prima pubblicazone avvenga in una veste editoriale poco curata (volumetti singoli destinati al mercato dei kashihon). Ma negli anni '60, con l'affermarsi del genere gekiga e con il revival del jidaimono, il titolo torna alla ribalta, diventando tanto popolare da ispirare un'infinità di personaggi, parodie e non solo.

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