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«Questa è una storia di guerra, del raggiungimento dell'obiettivo passo dopo passo. Questo è il motivo per cui esistiamo e per cui continuiamo a vivere.»
Ninja Bugeicho Kagemaru Den


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Seguire le vicende raccontate in Ninja Bugeicho [1] per un fan di Shirato significa trovarsi spesso e volentieri ad esclamare: "Toh, anche qui!". Infatti molti spunti presenti nella storia di Kagemaru ritornano anche in quella di Sasuke, anche se ovviamente adattati alle nuove esigenze narrative e, soprattutto, al tono molto meno adulto dell'insieme. Ma a ben vedere non si tratta solo di spunti, a volte ci sono delle vere e proprie riprese a livello estetico: personaggi che assomigliano - o sono proprio IDENTICI - ad altri personaggi, come attori che si ritrovano a recitare sia da una parte sia dall'altra. Ho trovato divertente questa specie di faccia a faccia, così ho cominciato ad appuntarmi i punti comuni che ho riscontrato.

Il Castigamatti del castello
La prima apparizione di Jutaro lo vede intento a gironzolare per le strade fuori dal castello di Fushikage, con la katana in mano e un copricapo che gli copre il volto. Alla domanda "Sei del castello?" posta ad ogni samurai o semplice dignitario che incontra, egli è pronto a sguainare la spada e a far fuori il malcapitato di turno, determinato ad arrivare così prima o poi all'assassino di suo padre. Shuzen, infastidito da questa scocciatura, incarica sua sorella Hotarubi - abile ninja - di risolvergli la grana. Così Hotarubi e Jutaro si scontrano e il ragazzo verrebbe senz'altro ucciso se in suo aiuto non accorresse Kagemaru, che gli salva la vita.
Questo ricorda molto da vicino la vicenda di Kasumi, raccontata nell'episodio quattro (Il Fantasma del Suonatore di Flauto): come Jutaro, anche la ragazza 'infesta' le strade attorno al castello del signorotto che s'è macchiato le mani con il sangue del padre. Anche lei, alla fine, si trova a scontrarsi contro un guerriero più forte di lei, Kyonosuke, e a sua volta viene salvata solo dal tempestivo intervento di Ozaru e Sasuke. Certamente poi le due storie si sviluppano diversamente, ma questo punto di contatto è notevole.

Kagemaru Hattori
Per quanto caratterialmente i due personaggi siano totalmente diversi, e per quanto anche fisicamente abbiano delle caratteristiche proprie, il look di Kagemaru e di Hanzo Hattori è molto simile. Kagemaru, in effetti, sembra il fratello grosso di Hanzo: al di là della muscolatura più possente e del mascellone, sono identici.


 

Malfattore è e malfattore resta
Dopo aver salvato Jutaro, Kagemaru lo porta sulle montagne, presso una capanna abitata da alcuni briganti. Il capo di questi è il gemello più giovane dell'aiutante del mendicante ladro di bambini dell'episodio nove di Sasuke (Il Mercante di Schiavi).


 

Da contadino ad assassino
Tra i contadini aiutati da Kagemaru ce n'è uno guercio, con una benda all'occhio cieco e dei dentoni da castoro. Toh! Ecco l'antenato dei fratelli Kuki che, di lì a qualche secolo, tenteranno di fare la pelle a Ozaru e alla sua famiglia...


 

Il cavallo di Troia
Shuzen, venuto a sapere della presenza di Jutaro tra i briganti delle montagne, invia un contingente di soldati con l'ordine di fare fuori lui e tutti gli altri. Grazie all'intervento di Kagemaru, però, l'attacco viene sedato, ma il ninja decide di sfruttare l'occasione per ricambiare il favore della visita e assaltare finalmente il castello di Fushikage. Spoglia i soldati e fa indossare i loro vestiti e le loro armature ai briganti, in modo che potessero venire confusi con essi. Poi, a cavallo, marciano tutti verso il castello. La gente all'interno, convinta di trovarsi davanti i soldati inviati, aprono loro senza difficoltà le porte. A quel punto è troppo tardi: il nemico si è già infiltrato ed è pronto a colpire.
Lo stesso trucchetto astuto, di omerica memoria, ritorna anche nell'episodio ventuno di Sasuke (Il Trucco del Rovescio).

Questo trucco l'ho già visto...
Alcuni trucchi ninja usati dal gruppo di Kage ritornano anche nella serie di Sasuke. Per esempio, la mimetizzazione coi teli, ma soprattutto il trucco della testa tagliata sul corpo che continua a vivere (vedi episodio quattordici, Magia Nera, quando Jigensai tenta di tagliare la testa ad Ozaru ma viene gabbato) e quello della tartaruga legata alla corda per uscire dalle sabbie mobili (episodio dodici, intitolato appunto Sabbie Mobili).

Antenati e pronipoti
Onikichi e suo figlio Taro sono identici a Ozaru e Sasuke!


 

 

Contadini e ninja
La vicenda di Kagemaru, sotto un certo aspetto, ricorda a suo modo storie analoghe ai Sette Samurai, con la differenza che, mentre il capolavoro di Kurosawa aveva un lieto fine, in Ninja Bugeicho il finale è più amarognolo, nel suo genere. Non manca la speranza di un futuro migliore, ma la realtà a cui siamo abbandonati rimane triste e meschina, anche tenendo conto del fatto che si lascia sottintesto che l'utopia per la quale Kagemaru ha combattuto ed è morto non si è ancora realizzata nonostante i secoli trascorsi. C'è uno certo pessimismo di fondo, insomma, che porta Shirato a valutare in modo molto severo la natura umana: gli uomini in generale sono avidi e senza scrupoli, oppure vigliacchi e selvaggi. Il loro tornaconto viene prima di tutto il resto. Sono pochi quelli che si ergono al di sopra di questa massa indegna, e quei pochi comunque sono destinati a fallire. O perlomeno a pagare molto caro il loro idealismo.
Una riflessione che ha lo stesso sapore è quella che caratterizza l'episodio ventidue (Il Villaggio Nascosto): la fierezza e il coraggio del ninja 'proletario' si scontrano con la codardia e la pusillanimità dei contadini che si era sforzato di aiutare e che soffocano ogni possibile moto di rinnovamento e di cambiamento della situazione ingrata a cui sono costretti.

[1] Sottolineo che sto sempre parlando del film, visto che il manga per me è attualmente off limits, senza speranza alcuna di reperimento.

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