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«La sola cosa più temibile dell'abilità del cacciatore è l'impossibilità di fidarsi di qualcun altro.»
Kamui Gaiden

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kamui
locandinaGià più di una volta i lavori di Shirato hanno ispirato e stuzzicato la creatività di alcuni registi: pensiamo ad Oshima e al suo Ninja Bugeicho, nonché al - seppur qualitativamente minore - Watari di Nakajima. Tuttavia entrambi questi film sono ormai piuttosto datati: le due produzioni, infatti, risalgono al finire degli anni '60, periodo durante il quale del resto l'influenza di Shirato sulla cultura giapponese contemporanea si stava facendo sentire notevolmente. Da allora, per quanto indiscutibilmente il maestro abbia continuato, coi suoi lavori, a confermare la propria assoluta rilevanza nel panorama nipponico, sembra che il cinema si fosse 'dimenticato' di lui. Questo fino ad alcuni mesi fa, quando il regista Yoichi Sai s'è messo al lavoro per portare sul grande schermo l'altro capolavoro di Shirato dopo Ninja Bugeicho: il frutto di questo progetto costato l'equivalente di 18 milioni di dollari è il live-action Kamui Gaiden.
Il film è definitivamente uscito il 19 settembre 2009, e mette in scena la vicenda dell'incontro tra Kamui e Sugaru (ricordo, tanto per la cronaca, che su questo sito sono disponibili le scanlation di tale episodio in italiano), con Kenichi Matsuyama (aka L nei vari live-action di Death Note, aka Shin in quelli di Nana) nel ruolo del protagonista e Koyuki in quelli della kunoichi. Chiaramente, non avendo avuto ancora la possibilità di vederlo, non posso recensire a dovere questo lavoro, affidato alla sceneggiatura di Kankuro Kudo. Tuttavia Kamui Gaiden è stato mostrato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, e questo mi ha permesso di consultare alcuni commenti scritti (rarità!) in una lingua comprensibile come l'inglese. In base ad essi, sembra che Kudo abbia sostanzialmente ricalcato la storia originale, con lievi modifiche (del resto piuttosto prevedibili). Sono cambiate le circostanze dell'incontro tra Kamui e Sugaru, ad esempio, che sicuramente erano un elemento parecchio pesante e difficile da inserire in un film senza che venisse brutalmente mazzato con rating allucinanti. Nel film, Kamui aiuta Hanbei a scappare dagli uomini del daimyo e il pescatore, per riconoscenza, lo porta a casa propria. Solo a quel punto Kamui e Sugaru si incontrano. Lo stupro della donna, così come il naufragio di Kamui e il suo salvataggio sono stati cancellati. Ma, dicevo, si tratta di una mossa piuttosto prevedibile. Sembra anche che, nel film, il dispotico e capriccioso daimyo abbia un ruolo più consistente che non nel manga e nell'anime.
I pareri concordano nel giudicare il film di Sai riuscitissimo dal punto di vista coreografico e dell'azione: le scene di battaglia sono state ampiamente elogiate e indicate come punto di forza della pellicola. Più altalenante è l'opinione a proposito dell'aspetto intimistico e sentimentale della vicenda: l'interiorità di Kamui, il suo rapporto con una famiglia, l'amore della giovane Sayaka nei suoi confronti, secondo alcuni non sarebbero stati resi in modo molto riuscito. È anche vero, però, che Kamui Gaiden è un film concepito soprattutto per un pubblico - quello giapponese - che conosce molto bene l'eroe di turno, e che non ha bisogno di troppe spiegazioni su quello che prova, sui suoi desideri e sui suoi sentimenti, per cui quello che può aver colpito 'negativamente' lo spettatore occidentale tendenzialmente ignaro potrebbe essere dovuto alla scarsa conoscenza che quest'ultimo ha della storia, non ad un difetto del film stesso. Concordi nuovamente, invece, i recensori a proposito della scelta del regista di escludere l'aspetto della denuncia marcata dalla pellicola: indubbiamente è impossibile raccontare Kamui senza fare i conti almeno in parte con la posizione che Shirato ha preso nei confronti delle discriminazioni sociali del Giappone, ma l'obiettivo di Sai è stato quello di produrre un film essenzialmente di intrattenimento. Il suo scopo era divertire il pubblico con una storia avvincente e con combattimenti ben studiati e coinvolgenti, non di buttarsi sul culturale più di tanto.
Sembra che la prima sia stata positiva, e che il pubblico abbia apprezzato il film. In rete è facile trovare articoli che parlano delle impressioni del regista e degli attori (in particolar modo di Kenichi Matsuyama, alla sua prima esperienza in un ruolo d'azione e protagonista sfortunato anche di un brutto incidente durante le riprese che lo ha tenuto fermo per alcuni mesi). Il grande assente, in tutta questa profusione di interviste e commenti, è Shirato. Ho cercato di reperire qualche dichiarazione da parte sua sul film, ma niente. Certo, è possibile che semplicemente non sia stata capace di trovarne. Se sei più fortunato e tenace di me, non esitare a segnalarmene!



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