ATTENZIONE! Non mi fermerò davanti agli spoiler. Se decidete di leggere, sappiata che racconterò tutto, compreso il finale. Se preferite rimanerne all'oscuro, perché magari avete in mente di acquistare la serie e vedervela, allora è meglio che non leggiate quanto segue.
Episodio undici
Un flauto nella notte
I tentativi di Kiri per uccidere Sasuke non vanno a buon fine. Il veleno messo nell'acqua l'ha fortunosamente solo addormentato, e anche gli altri stratagemmi che la bambina escogita non risultano efficienti. Sasuke inizialmente non crede che la ragazzina sia la colpevole, ma quando ne ha la conferma, aiutato da un suggerimento di Ozaru, scocciato per il comportamento della bambina, cerca di spaventarla e di allontanarla usando il trucco della Luce della Lucciola. Kiri, però, replica con un trucco simile, riuscendo ad ingannare Sasuke.
Episodio dodici
Sabbie mobili
Sasuke e Ozaru partono per sfuggire all'ostinato inseguimento di Kiri, che tenta di ucciderli con continui agguati. La bambina non desiste e li segue costantemente, mettendo a punto trappole sempre più crudeli. Sasuke, stanco della sua spietatezza, la sfida un'ultima volta e, approfittando di alcune sabbie mobili, riesce a farcela cadere dentro. All'ultimo momento però, mosso da pietà, tornerà sui suoi passi e la salverà dalla morte.
Episodio tredici
Jigensai lo stregone
Kiri continua a seguire padre e figlio, che raggiungono un vecchio sarutobi amico di Ozaru. Il sarutobi riesce a persuadere Kiri a lasciar perdere i suoi intenti di vendetta, e a dedicarsi alla pittura. Ozaru e Sasuke continuano il loro viaggio, e capitano in un villaggio dove si ricontrano con Yuki e Ishizaru, zia e zio di Sasuke, e i loro figlioli.
Al villaggio è giunto anche un sedicente mago di nome Jigensai, che si esibisce in numerosi trucchi e che, sostenendo che questo è il volere degli dei, convince i contadini a lavorare di più nei campi per avere un buon raccolto.
Episodio quattordici
Magia nera
Sasuke e i cuginetti sono rimasti molto colpiti dalle magie che Jigensai è in grado di fare. Ozaru e Ishizaru, però, li disilludono: non si tratta di magia, ma di trucchi. Trucchi che anche loro due sono in grado di replicare.
Ishizaru, però, si rende conto che Jigensai non è solo un mago imbonitore di folle: è in combutta col signore del castello locale per tenere sotto controllo le masse grazie alla magia e l'invocazione delle divinità. In più Jigensai dispone anche di speciali trottole "magiche", che sono in grado di uccidere ogni suo avversario. Ozaru e Ishizaru, indignati per la sua falsità, si mettono d'accordo per smascherarlo.
Episodio quindici
I quattro bambini
In seguito alla morte di Jigensai, le ire del signore locale costringono Ozaru, Ishizaru e famiglia a levare le tende. Durante il viaggio, però, Sasuke rimane indietro per giocare con delle scimmiette, senza accorgersi di star finendo in trappola. Le scimmiette, infatti, erano state addestrate da un uomo di nome Saruhiko, che voleva usare Sasuke come maestro di ninjutsu per i suoi figli. Ma imparare l'arte dei ninja può essere terribilmente pericoloso, e infatti Sasuke non riesce ad evitare la tragedia.
Episodio sedici
La pioggia rossa
Sasuke e Ozaru trovano per strada un ragazzo ferito. Decidono di portarlo con loro quando vengono sorpresi da una inquietante pioggia di sangue, che incuriosisce Ozaru. Visto che la strada per scoprire il mistero della pioggia rossa coincideva con quella che il ragazzino, Chikichi, doveva percorrere per scoprire che cosa era successo a suo padre, i tre cominciano a viaggiare insieme. Arrivano ad Iwangahara, dove ci sono due villaggi in lotta tra loro. Uno dei due, quello situato più in alto, aveva chiesto l'appoggio di alcuni mercenari, tra cui il crudele Jimani il terribile. Dagli abitanti dell'altro villaggio, più in basso, Ozaru scopre che il padre di Chikichi aveva combattuto contro Jimnai per difenderli, ed era stato da lui ucciso. L'uomo, che non vuole che il ragazzino butti via la sua vita a quel modo, racconta a Chikichi una mezza verità, raccontandogli solo che suo padre era morto per aiutare quei paesani. Ma Jimnai, spaventato dall'arrivo di Ozaru, decide di tendergli una trappola: attira Chikichi con la promessa di raccontargli la verità sul padre e lo uccide. Poi usa il suo cadavere come esca. Sasuke cade nella trappola, e Ozaru, per salvarlo, rimane ferito agli occhi, perdendo la vista.
Episodio diciassette
Il trucco della nebbia
Sasuke cura gli occhi di suo padre, aspettando che gli torni la vista. Per ironia della sorte, Ozaru riceve la visita di un suo amico di nome Eimaibuki, anch'egli cieco.
A Edo, intanto, i ninja di Negoro bramano di prendere il posto dei ninja di Iga come braccio destro di Tokugawa. Tajima di Yaju, allora, ne approfitta e propone loro di esaudire la loro richiesta solo se gli avessero portato la testa di Ozaru.
Ma c'è un altro ninja che, nascostamente, ascolta questa conversazione: il suo nome è Saizo Kogenta, che parte anch'egli per raggiungere Ozaru. Riesce a presentarsi da lui prima dei ninja di Negoro, e lo sfida. Ma Ozaru si rifiuta di combattere. Kogenta lo stuzzica più volte, ma Ozaru è irremovibile. Allora, ugualmente soddisfatto, Kogenta libera una colomba, simbolo che avrebbe diffuso negli ambienti la notizia della sconfitta di Ozaru, il più forte tra i sarutobi. Sasuke e i cuginetti (che li avevano raggiunti per aiutare Ozaru) tentano di fermarlo, ma Kogenta li ferma col trucco della nebbia, facendoli letteralmente "scomparire".
Episodio diciotto
Corri, Sasuke, corri!
La notizia della sconfitta di Ozaru si diffonde, e così molti ninja accorrono per sfidare il nuovo campione, ivi compresi i ninja di Negoro. Con grande abilità Kogenta riesce ad avere la meglio sui tre. Alla fine del duello, si scoprono le carte. Kogenta in realtà era a sua volta un sarutobi, che aveva deciso di mascherarsi per proteggere Ozaru, ben sapendo che, cieco com'era, non sarebbe stato in grado di sconfiggere i tre Negoro. Ma Ozaru, grazie alle cure di Sasuke, nel frattempo ha riacquistato la vista. Tutto si conclude, quindi, nel migliore dei modi.
Episodio diciannove
Il colpo del fulmine rotante
I cuginetti di Sasuke, vista la guarigione dello zio, se ne tornano a casa. Anche Ozaru se ne va, lasciando al figlio solo un vago biglietto. Sentendo la sua solitudine troppo pesante da sopportare, Sasuke comincia a vagare nel bosco, e viene attirato da uno strano bagliore. Incuriosito, si avvicina e assiste ad uno spettacolare allenamento in cui quattro giovani si gettano da un albero verso una lancia puntata verso di loro, spezzandone l'asta con la spada giusto prima di venire infilzati. Sasuke chiede ai ragazzi di insegnare quella tecnica anche a lui, e scopre così che tra quei ragazzi e un samurai, Senshiro, c'è in ballo una sfida, e la posta in palio è la possibilità di diventare maestro d'armi del signore di Inanokami. Senshiro aveva sconfitto in duello il loro padre, e così loro, per preservare l'onore della loro scuola, dovevano sconfiggere Senshiro e rimediare all'onta. Sasuke non è convinto che valga la pena di rischiare la vita per questo, e i suoi dubbi continuano a crescere quando, ad ogni duello, il ragazzo sfidante viene ucciso da Senshiro. Cerca di convincere la più piccola del gruppo, Isutsu, a desistere, ma non c'è verso di farle cambiare idea. Allora si sforza di elaborare una tecnica più efficace per sconfiggere Senshiro, ma Isutsu non lo ascolta, perchè quello che conta non è solo di vincere il duello, ma di vincerlo con la tecnica usata dal padre. Solo così la scuola avrebbe mantenuto il suo onore intatto. Così anche Isutsu perde la vita, per la disperazione di Sasuke.
Ironia della sorte: il giorno dopo il bambino incontra Senshiro, venuto a portare fiori alle tombe dei ragazzi. Il samurai gli racconta la beffa: aveva dovuto uccidere quei ragazzi, anche se non lo voleva, per ottenere il posto di maestro d'armi al castello. Ma nel frattempo il signorotto locale era stato sostituito. Tutte quelle morti e tutto quel dolore, quindi, si erano rivelati completamente inutili.
Episodio venti
Il proprio territorio
Continuando a girovagare da solo, Sasuke giunge in un villaggio dove gli abitanti sono in guerra con un branco di cani randagi. Sasuke decide di aiutare i paesani a catturare questi cani, e soprattutto il loro capobranco, l'intelligentissimo Kabutsu. Tuttavia il bambino non ha intenzione di uccidere i cani, quindi escogita un piano per salvare capra e cavoli. Trasporta i cani in un'isoletta vicina al paese, in modo che i cani possano vivere tranquilli, e gli uomini non debbano più temere i loro attacchi. Ma, nonostante la sua buonafede, Sasuke porta i cani alla morte: l'isola, infatti, è territorio dei corvi, che vedono l'arrivo dei cani come un'intrusione, e quindi li attaccano. Quando il bambino si accorge del suo errore, ormai è troppo tardi.